Waste Architecture: Le infrastrutture per la gestione sostenibile dei rifiuti nella Circular Economy

SESSION E4 / 19 November 2020 / 13:15 - 14:30

Waste Architecture: Le infrastrutture per la gestione sostenibile dei rifiuti nella Circular Economy

Chair / Presidente: Elena Cossu, Anna Artuso (IT)


Questa sessione è stata concepita per evidenziare l’importanza che rivestono le opere infrastrutturali per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti (intese come insieme di reti e nodi costruiti) nel perseguimento degli obiettivi della Circular Economy. La sessione si occuperà degli aspetti architettonici e progettuali dei nuovi modelli di gestione rifiuti nello spazio urbano concepiti nell’ottica di superare definitivamente la criticità del sistema e trasformarlo in una reale opportunità per il territorio, sia sotto il profilo della riduzione delle tariffe (applicate dai gestori degli impianti e dei servizi) sia sotto l’aspetto della creazione di valore (sociale e ambientale) ed indotto. La gestione dei rifiuti è un tema che coinvolge sempre più attivamente la società ma che porta con sé luoghi comuni e convinzioni fuorvianti che fanno si che le opere infrastruttuali di cui la rete si costituisce siano percepite dalla collettività come luoghi del degrado, detrattori ambientali e territoriali da relegare in posizioni marginali rispetto allo spazio condiviso dalle comunità insediate nel territorio. In linea di massima, nella maggior parte dei paesi, non è prevista una concreta integrazione della rete dei rifiuti con il territorio a servizio del quale il sistema opera. Tale criticità dipende principalmente dal mancato riconoscimento del suo ruolo di infrastruttura urbana primaria, cioè di servizio necessario per la vita di una Comunità. e urbano), né ricerca architettonica volta a perseguire una qualità compositiva dei manufatti stessi. La maggior parte degli impianti dedicati al “sistema rifiuti”, ha generato tendenzialmente sensazioni di pericolo, diffidenza e ostilità, motivo per cui tali opere vengono percepite e considerate come un “male” da eliminare, non necessario, o da nascondere (si pensi alle discariche costruite nel passato, ai fumi neri che fuoriescono dai cumuli dei rifiuti, alle ciminiere degli inceneritori). Visti finora dalla politica come “problema” piuttosto che come risorsa (andando dunque contro i principi base della Circular Economy), dalla comunità come elementi di pericolo, dagli ambientalisti come fonte inesauribile di inquinamento, dagli ingegneri ambientali come macchine funzionanti e dagli architetti come opere in cui l’azione compositiva è assai limitata al solo studio dell’involucro, i nodi infrastrutturali della rete di raccolta dei rifiuti faticano ad assumere una loro “dignità” in quanto opere pubbliche, pur rivestendo un’importanza cruciale per la società contemporanea. Nel perseguimento degli obiettivi di significativa riduzione dei rifiuti, occorre dunque riconoscere alla rete dei rifiuti il suo ruolo imprescindibile, al pari di altri servizi pubblici (trasporti, approvvigionamento idrico, illuminazione, ecc.), studiando le opere ad essa connesse, con la stessa attenzione progettuale di qualsiasi altra opera di interesse collettivo, in termini di pianificazione, scelta dell’ubicazione, studio del contesto, scelta delle forme e dei materiali, leggibilità degli spazi, livelli di progettazione, analisi economica.

  • S. Sacco, M. Cerreta (IT)

    Patrimonio plástico: un processo decisionale per il recupero di un'architettura industriale a Montevideo, Uruguay

  • L. Nicoletto (IT)

    La dimensione territoriale di approcci circolari nel settore delle costruzioni. Riflessioni a partire da un cantiere di uno spazio pubblico nella regione Veneto